La chiesa di San Martino Vescovo di Tours è la sede della principale, nonché omonima, parrocchia di Alpignano. L’attuale chiesa, edificata nel 1695, è il rifacimento dell’antica sede della Confraternita della Santa Croce, la quale però fu restaurata e convertita in parrocchia solo nel 1807, a causa delle pessime condizioni in cui si trovava la precedente chiesa parrocchiale di Alpignano, oggi nota come Cappella dei Caduti. All’interno di questa vi è custodito un crocifisso ligneo scolpito nel corso del ‘700 da Carlo Giuseppe Plura e una pregevole statua lignea dedicata alla Madonna del Rosario risalente al ‘700.
Vi è, inoltre, un affresco raffigurante la Madonna Assunta tra San Giacomo, patrono di Alpignano, e San Martino, a cui è intitolata la chiesa: questo affresco, collocato tra il presbiterio e la navata centrale, è stato realizzato da Giovanni Enea Coda.
Infine, vi è collocata la Statua del Sacro Cuore: questa statua, scolpita da Ortisei, venne acquistata da Don Giovanni Vitrotti in seguito a un voto che fecero durante la Seconda Guerra Mondiale da alcune madri, mogli e sorelle di militari andati a combattere, chiedendo che questi ritornassero salvi.
Sono poi degni di nota anche i due altari, l’altare maggiore marmoreo e l’altare della Madonna, anch’esso realizzato in marmo; le pareti sono invece ornate con numerosi graffiti, ispirati alle chiese romaniche.
È poi presente un organo a canne realizzato da Achille Baldi nel 1903, racchiuso in una cassa neoclassica.
Vi è infine esposta all’ingresso in una delle navate laterali una statua lignea di San Giacomo Maggiore, patrono della comunità civile di Alpignano.
Nel 1957 furono infine realizzati lavori di miglioramento della chiesa.
IL SANTO PATRONO
San Martino di Tours è uno dei santi più popolari e venerati, nato intorno al 316 a Sabaria, una città romana (l’odierna Szombathely in Ungheria). Cresciuto in una famiglia pagana, si arruolò nell’esercito romano seguendo le orme del padre.
Durante il servizio militare in Gallia, avvenne l’episodio più noto della sua vita: una sera fredda d’inverno, Martino incontrò un
mendicante seminudo alle porte della città di Amiens. Mosso a compassione, tagliò il suo mantello militare a metà e ne donò una parte al povero per proteggerlo dal freddo. Quella notte sognò Cristo, che gli apparve avvolto nella metà del mantello donato, e lo ringraziò per il gesto. Questo evento portò Martino ad approfondire la sua fede, che già coltivava da giovane, e lo spinse infine a battezzarsi e ad abbandonare la carriera militare.
Dopo aver lasciato l’esercito, Martino divenne un monaco e si ritirò a Ligugé, in Gallia, dove fondò uno dei primi monasteri europei. In seguito, fu eletto vescovo di Tours, nonostante la sua riluttanza, e si dedicò alla conversione delle popolazioni locali, spesso pagane, e alla diffusione del cristianesimo. Conosciuto per la sua semplicità, la sua umiltà e la sua carità, Martino era un vescovo vicino ai poveri, a cui dedicava molte delle sue energie. Morì l’8 novembre 397 e fu sepolto l’11 novembre, giorno in cui oggi viene celebrato il suo culto.
